Italia

Storia

Dai templi greci di Paestum a oggi. Non è un manuale: è il contesto che aiuta a capire quello che vedrai, e dove si trova ancora.

  1. VIII – VI sec. a.C.
    Prima di Roma
    Norbert Nagel — CC BY-SA 3.0

    Prima di Roma

    Mentre Roma era un villaggio di capanne, i Greci fondavano città lungo tutta la costa del sud — la Magna Grecia — e gli Etruschi governavano il centro con una lingua che ancora oggi leggiamo solo a metà. L'Italia era già plurale prima di avere un nome.

    Cosa resta

    I tre templi dorici di Paestum, in Campania, sono meglio conservati di quasi tutti quelli in Grecia. Le necropoli etrusche di Cerveteri e Tarquinia sono Patrimonio dell'Umanità.

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  2. 509 a.C. – 476 d.C.
    Roma
    Gary Todd — CC0

    Roma

    Una repubblica di contadini armati diventò l'impero che tenne insieme il Mediterraneo per cinque secoli. Lasciò il diritto, il latino, le strade, gli acquedotti e l'idea stessa che un territorio possa essere amministrato. Poi si divise in due e la metà occidentale cadde nel 476.

    Cosa resta

    Il Colosseo e i Fori a Roma. Ma soprattutto Pompei ed Ercolano, sepolte dal Vesuvio nel 79: non rovine, una città intera fermata a metà giornata.

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  3. 476 – 1000
    Bizantini, longobardi, papi
    Petar Milošević — CC BY-SA 4.0

    Bizantini, longobardi, papi

    Caduto l'impero, la penisola si frammentò: Ravenna restò bizantina, i Longobardi presero il nord e il centro, il papa cominciò a governare un territorio proprio. È il periodo che nessuno racconta e che spiega perché l'Italia arriverà all'unità con milletrecento anni di ritardo.

    Cosa resta

    I mosaici di Ravenna — San Vitale, Galla Placidia — sono l'oro bizantino meglio conservato al mondo, e sono in Emilia.

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  4. 1000 – 1350
    I Comuni e le Repubbliche marinare
    Perituss — CC0

    I Comuni e le Repubbliche marinare

    Le città si comprarono la libertà dall'imperatore e si governarono da sole: Firenze, Siena, Bologna, Milano. Sul mare, Venezia, Genova, Pisa e Amalfi costruirono flotte e banche. È qui che nasce la ricchezza che pagherà il Rinascimento — e la rivalità fra campanili che l'Italia non ha mai smesso di avere.

    Cosa resta

    Piazza del Campo a Siena, dove il Palio si corre ancora due volte l'anno. Le torri di San Gimignano. E la Serenissima, tutta intera.

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  5. 1400 – 1550
    Il Rinascimento
    Nono vlf — CC BY-SA 4.0

    Il Rinascimento

    In centocinquant'anni e in poche città si riscrivono la pittura, l'architettura, la scultura, la politica e il modo di guardare il corpo umano. Brunelleschi chiude una cupola che nessuno sapeva chiudere; Leonardo, Michelangelo e Raffaello lavorano nello stesso decennio. Lo pagano i banchieri e i papi, e non sempre per buone ragioni.

    Cosa resta

    La cupola del Brunelleschi a Firenze, che si sale a piedi. Gli Uffizi. La Cappella Sistina. La Basilica di San Francesco ad Assisi, con Giotto.

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  6. 1861
    L'Unità
    Paolo Costa Baldi — CC BY-SA 3.0

    L'Unità

    Il Risorgimento mise insieme in pochi anni stati che parlavano lingue diverse: la spedizione dei Mille di Garibaldi, la politica di Cavour, il regno dei Savoia. Nel 1861 nasce il Regno d'Italia; Roma arriva solo nel 1870. Si diceva allora: «fatta l'Italia, bisogna fare gli italiani» — e in parte è il lavoro di tutto il secolo dopo.

    Cosa resta

    Il Vittoriano a Roma e il Museo del Risorgimento a Torino, la prima capitale. A Teano, dove Garibaldi consegnò il sud al re, c'è solo una lapide — ed è giusto così.

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  7. 1922 – 1945
    Il fascismo e la guerra
    Fcarbonara — CC BY-SA 3.0

    Il fascismo e la guerra

    Mussolini prese il potere nel 1922 e in pochi anni smontò le libertà, le elezioni e la stampa. L'Italia entrò in guerra a fianco della Germania nel 1940; nel 1938 aveva già firmato le leggi razziali. Dopo l'8 settembre 1943 il paese si spaccò in due e la Resistenza combatté vent'anni di regime insieme all'occupazione.

    Cosa resta

    Il Memoriale della Shoah al Binario 21 della Stazione Centrale di Milano, da cui partivano i convogli. Le Fosse Ardeatine a Roma. Si visitano, e vale la pena.

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  8. 2 giugno 1946
    La Repubblica
    Albarubescens — CC BY-SA 4.0

    La Repubblica

    Con un referendum gli italiani scelsero la repubblica sulla monarchia — e votarono le donne, per la prima volta a livello nazionale. La Costituzione entrò in vigore nel 1948. Poi arrivò il miracolo economico: in quindici anni un paese contadino e distrutto diventò una potenza industriale.

    Cosa resta

    Il 2 giugno è ancora festa nazionale. E il miracolo si vede ovunque: la Vespa, la 500, la Milano che si ricostruì da sola.

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